Non è saggio, io sa, per predicare ai ragazzi. Ma, a volte, un uomo deve parlare il suo cuore; persino, come lo schiavo del Midas, alle canne dal lato del fiume. Ed ho avuto così spesso, pescando su e giù in pieno molto un flusso, ha bisbigliato la mia storia a quelle stesse fiume-canne; e detto loro che il mio signore le dimostrazioni sovrane ha avuto, come vecchio Midas, orecchie degli asini nonostante tutto l'suo oro, che ho pensato che potrei per una volta dirgli il ragazzo similarmente, nella speranza che potrebbe aiutare la sua generazione a riparare quella quale la mia propria generazione non sembra come riparare.
Potrei dire più a lui: ma non ha fatto. Per esso non è bene a distruggere troppo presto l'illusione del bambino, quella gente deve essere saggia perché si sviluppano in su ed avere i voti e regola--o pensare che regolino--il mondo. Il bambino scoprirà quanto allineare che è abbastanza presto per sè. Se la verità è forzata su lui dalle parole calde di quelli con chi vive, è suscettibile da allevare in lui quel disprezzo, stormful e quindi sterile, che fa i giri; e non quel peccato, calma e quindi utile, che fa le riforme.
Così potrei dire a lui, ma non ho fatto--
Ed allora gli uomini pregano per pioggia:
Il mio ragazzo, avete sentito mai la vecchia leggenda orientale circa gli zingari? Come erano tali buoni musicisti, un quel certo grande sultano indiano trasmesso per l'intera tribù e piantato loro vicino al suo palazzo ed hanno dato loro la terra e ad aratri per rompere esso in su ed il seme per seminarlo, che potrebbero abitare là e giocano e cantano lui.
Ma quando l'inverno è arrivato, gli zingari tutti sono venuto al sultano ed hanno gridato che erano affamati. “Ma che cosa lo hanno fatto con il cereale di seme che gli ho dato?„ “Luce della O dell'età, la abbiamo mangiata in estate. „ “E che cosa lo hanno fatto con gli aratri che gli ho dato?„ “Gloria della O dell'universo, li abbiamo bruciati per cuocere il cereale withal.„